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Introduzione

Il Centro Documentazione e Informazione della Donna di Bolzano nasce per iniziativa di un gruppo di donne residenti nella città con la volontà di “favorire il riconoscimento collettivo delle realizzazioni femminili, promuovere la conoscenza di sé, riconoscere e limitare la generale svalorizzazione del femminile, ricostruire la trama frammentata delle testimonianze, delle storie di denuncia, di resistenza e di lotta, raccogliere energie per progettare la presenza viva della donna nel tessuto sociale, offrire occasioni costanti di incontro tra donne dei tre gruppi linguistici”[1]. Contestualmente alla fondazione del Centro nasce anche la Biblioteca della Donna. Il Centro trova una prima sede in Piazza Erbe finché, nel 1987, il Comune di Bolzano mette a disposizione un locale in affitto situato nel seminterrato dell’Istituto Pascoli. Mentre la Biblioteca viene trasferita presso il Centro Interculturale delle Donne (comprendente anche l’Archivio storico delle donne, l’Ufficio Donna del Comune di Bolzano e il Caffè Plural) già nel 2005, il Centro vi trasferisce la propria sede e la propria attività solo all’inizio del 2010.

            Nell’autunno del 2009 il Centro ha donato la documentazione relativa alla propria attività dall’epoca della fondazione al 2007 all’Archivio storico delle donne[2], dove è stato inventariato e reso consultabile.

            Il fondo è arrivato in buono stato di conservazione, e si è mantenuto l’ordine conferito al materiale nel corso del tempo, nonché le sue suddivisioni interne. Sono state individuate alcune categorie corrispondenti alle principali attività dell’associazione e, al loro interno, delle sottosezioni corrispondenti ai diversi ambiti di interesse: Amministrazione (con le sottosezioni Contabilità, Domande, Corrispondenza), Attività (articolata a sua volta in Fondo Sociale Europeo e Attività proprie), Raccolte, Rassegna stampa e Varia.

All’interno della categoria Amministrazione si trovano pertanto i documenti relativi alla gestione contabile e amministrativa del Centro, le domande di contributo per le attività ordinarie e straordinarie inoltrate ai diversi uffici della Provincia Autonoma di Bolzano e del Comune di Bolzano e la corrispondenza di diversa natura che il Centro ha intrattenuto ai più vari livelli.

Nella categoria Attività si trova il materiale relativo alle iniziative promosse e organizzate dall’associazione: fondamentale importanza rivestono i progetti realizzati nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, ma parimenti importanti sono le attività svolte in proprio o in collaborazione con altri enti o associazioni: si tratta in massima parte di iniziative di tipo culturale, ma non mancano, per esempio, quelle inerenti all’educazione permanente. I temi che il Centro ha affrontato e le modalità con cui ha scelto di svolgere di volta in vota le proprie attività sono i più disparati, a conferma della vivacità delle associate e della varietà delle tematiche che possono essere considerate con sguardo ‘femminile’.

Nella categoria Raccolte si trovano perlopiù pubblicazioni specialistiche cui il Centro è stato abbonato nel corso degli anni e atti di convegni.

Ampio è anche lo spazio che la stampa locale ha dato alle attività del Centro nel corso del tempo: gli articoli sono stati puntualmente raccolti e ordinati, confluendo nella categoria Rassegna stampa. Numerosi interventi relativi ai più diversi argomenti portano inoltre la firma di Marina Manganaro, storica presidente del Centro.

Nella categoria Varia sono confluiti infine i materiali meno strettamente legati alla vita dell’associazione, ma che si trovavano a diverso titolo nel suo archivio come, per esempio, i materiali dei corsi di formazione e aggiornamento seguiti da Marina Manganaro, o documentazione inerente a importanti realtà territoriali, come i consultori familiari, la Casa delle donne, l’attività della Commissione pari opportunità.

Al termine del lavoro di inventariazione l’archivio si trova ora conservato in 606 fascicoli contenuti in 41 scatole per un totale di 4,10 metri lineari.

 

 

 

Bolzano, primavera 2010

Giovanna Tamassia




[1] Dallo statuto costitutivo dell’associazione, fasc. 23.

[2] Dal versamento è stata esclusa la documentazione, perlopiù di carattere contabile e amministrativo, che ancora rientra nell’archivio di deposito del Centro e relativa pertanto agli ultimi dieci anni di attività.