Introduzione

Il gruppo Aleksandra Kollontaj e la sezione AIED di Bolzano - L'archivio

Il gruppo Kollontaj, dal nome della socialista e femminista russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952 – Primo mini-stro donna in URSS), si costituì a Bolzano, tra il 1970 e il 1971, attorno a un nucleo di giovani donne tra i 24 e 30 anni che si incontravano in case private. Le aderenti al gruppo provenivano da esperienze diverse e alcune di loro rientravano dall’università; tutte si orientarono ideologicamente verso sinistra, sottolineando tuttavia la pro-pria autonomia e indipendenza partitica. Dopo alcuni anni di fluttuazione, le donne si dedicarono alla realizza-zione di progetti concreti, aprendo un consultorio per dare dignità e valore sociale alle tematiche della sessualità, della procreazione, delle relazioni sociali e dell’autodeterminazione.

Il 1° dicembre 1973 fu aperto a Bolzano, in Piazza Erbe, il primo consultorio AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica). La sezione apparteneva a una rete nazionale già consolidata; ciò contribuì a contra-stare la titubanza delle donne bolzanine a rivolgersi a un consultorio gestito da un gruppo femminista. Le prime tre donne che usufruirono dei servizi del centro divennero socie del gruppo Kollontaj. A livello nazionale l’AIED era stata fondata nel 1953 per offrire la propria attività di consulenza non semplicemente alle donne, ma a tutte le persone che volessero informarsi sulla contraccezione. In Italia, solamente a partire dal 1971 i medici poterono prescrivere contraccettivi per la loro esplicita funzione anticoncezionale e non solo come terapia per date patologie.
Nel consultorio le donne lavoravano su base volontaria e per i primi anni la sezione si resse in gran parte sull’autofinanziamento; l’acquisizione di competenze specialistiche e il confronto con altre realtà erano garantiti da regolari incontri con le altre sezioni AIED e dai corsi organizzati dalla sede centrale romana. Nel 1976 venne avviato anche un ambulatorio medico, nel quale operavano medici disposti a garantire la libertà di scelta delle donne in materia di anticoncezionali. Il consultorio acquisì dunque una duplice anima: sociale (consulenze, assi-stenza psicologica) e sanitaria (visite ginecologiche, assistenza pre-parto, ecc.). Del 1979 è il trasferimento nella nuova sede di via Talvera e dell’agosto del 1992 quella in via Isarco. Nel 1985, la sezione bolzanina dell’AIED venne intitolata alla memoria di Andreina Emeri, presidente dal 1973 fino alla sua morte, appunto nel 1985.

Nel 1975, per effetto della legge nazionale 405/75, vennero istituiti i consultori pubblici. Tuttavia, nella Provin-cia di Bolzano, che in questo campo ha competenze legislative primarie, la legge provinciale si fece attendere ancora qualche anno: fino alla legge nr. 10 del 1979. Del resto, sin dal 1973, le manifestazioni e le campagne di pressione sulla Provincia per l’istituzione di consultori pubblici erano una delle priorità delle attività del gruppo. Solamente nel 1980 il consultorio AIED venne riconosciuto e nel 1981 gli venne accordato, sulla base della leg-ge 10/79, un finanziamento pari all’85% del bilancio di previsione. Negli stessi anni aprirono altri consultori gestiti da organizzazioni private, seguiti nel 1985 dal primo, unico – e di breve durata - servizio pubblico.

Accanto all’attività del consultorio le donne del gruppo Kollontaj e dell’AIED agirono in pubblico in diverse occasioni, per esempio organizzando una manifestazione per la liberalizzazione dell’aborto (febbraio 1977), una fiaccolata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza sessuale contro le donne (marzo 1977, altre manifestazioni a giugno e luglio 1979), e organizzando campagne informative e raccolte di firme in occasione di referendum o di nuovi disegni di legge che interessavano problemi del mondo femminile (divorzio, aborto, nuovo diritto di famiglia, case delle donne). Costanti, per quanto non privi di contrasti, il confronto e la collaborazione con altre realtà locali: donne UDI, sindacati, commissioni femminili dei partiti di sinistra, movi-mento studentesco, ecc.
Non mancavano nemmeno convegni e campagne di informazione per le scuole sui temi della sessualità.

Le attività del gruppo Kollontaj e dell’AIED - sezione di Bolzano si compenetrano e si susseguono senza solu-zione di continuità. La stessa cosa vale per l’archivio: è quasi impossibile attribuire certi fascicoli “solo” al gruppo Kollontaj o “solo” all’AIED. La struttura del fondo, con i suoi fascicoli di provenienza mista, rispecchia fedelmente la struttura dell’organismo gruppo Kollontaj/AIED e non è opportuno intervenire con suddivisioni che risulterebbero artificiali.

La sedimentazione documentaria di carattere prettamente amministrativo è abbondante e regolare a partire dagli anni settanta. Si tratta prevalentemente di raccolte di corrispondenza: con vari uffici provinciali, con i servizi sanitari, con gli ospedali, con le varie sezioni AIED in Italia e miscellanee (ad esempio richieste di collaborazio-ne, richieste di informazioni e assistenza da parte di singole persone, ecc.).
L’archivio contiene anche tutte le richieste di contributi alla Provincia di Bolzano, con relative rendicontazioni annuali e dettagliate descrizioni delle attività svolte e programmate. Mancano invece i verbali delle regolari riu-nioni delle donne del gruppo: gruppo Kollontaj, ogni giovedì fino al 1983/1984 circa, e direttivo AIED ogni lunedì dal 1973. Parte dei quaderni contenenti le riflessioni circa una nuova cultura delle donne e appunti sulle riunioni (a partire dal 1973) sono in realtà conservati presso la sede AIED, ma non resi disponibili per la consul-tazione.
Al fianco dei documenti prodotti dal collettivo si rileva anche un piccolo fondo riferibile direttamente a Umberta Bacchin, presidente della sezione AIED di Bolzano dal 1985 al 1987.

Attraverso i documenti del fondo è possibile ripercorrere i grandi temi del femminismo degli ultimi trent’anni del XX secolo: sessualità e contraccezione - e dagli anni novanta il tema conseguente dell’AIDS-, l’aborto, la violen-za (non solo sessuale) contro le donne - e il conseguente discorso attorno alle Case per le donne maltrattate-, le pari opportunità, ecc..
Accanto alla sedimentazione in forma di dossier dedicati a questi temi (testi di legge, saggi, studi di fattibilità, ecc.) si trova nell’archivio una ricchissima raccolta di articoli di giornale tratti soprattutto dalla stampa locale; una raccolta che ci permette di ripercorrere l’evoluzione dei temi “al femminile” nella realtà della provincia al-toatesina negli ultimi trent’anni.

Variegata la documentazione relativa ai congressi, ai convegni, corsi e seminari frequentati dalle operatrici del consultorio o organizzate direttamente dalla sezione AIED di Bolzano. Una ampia collezione di inviti, depliant e locandine fornisce una visuale d’insieme sui principali eventi relativi a tematiche sociali e di interesse femminile svoltisi a partire dal 1979 nella provincia di Bolzano e nel resto d’Italia.

Una - purtroppo ridotta - raccolta di fotografie completa il fondo, conservato in parte all’Archivio storico delle donne di Bolzano e in parte presso la sede bolzanina dell’AIED.
Al fondo AIED è strettamente collegato il fondo dei manifesti dell’AIED, pure conservato presso l’Archivio storico delle donne di Bolzano.

Bolzano, 24.09.2006
Valentina Bergonzi, Christine Roilo